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Arte, Di Castro porta il neoclassicismo italiano al Frieze di Londra

Diexplorermax

Ott 14, 2021

Roma, 13 ottobre 2021 – Il predominio del Colore e la Materia, declinata in diverse forme artistiche sono i due temi al centro della proposta della nota galleria italiana, Alessandra Di Castro al Frieze di Londra, in programma quest’anno dal 13 al 17 ottobre. Lo spazio espositivo, uno scrigno prezioso e sorprendente, costruito attorno agli ideali estetici del neoclassicismo, mette in scena opere inedite per raccontare le molteplici sfaccettature del mondo dell’arte e del collezionismo italiano tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.

Marmi e pietre dure, mosaici, bronzi dorati – materiali rari forgiati, scolpiti, incisi o modellati secondo le nobili forme dell’antica arte classica – portano nella capitale inglese un distillato per pregio e raffinatezza, di quel variegato mondo artistico, di cui Roma e l’Italia furono culla e patria nei secoli del Grand Tour. Alcuni pezzi, provenienti dalla storica Galleria Di Castro in Piazza di Spagna a Roma, documentano la passione nella Parigi di Napoleone e dei suoi familiari per il porfido rosso egizio, simbolo per secoli del potere e della dignità Imperiale.

Il mosaico di Vincenzo Castellini, con la sua magnifica cornice in bronzo dorato sormontata dallo stemma Braschi cesellata da Paolo Spagna, fu realizzato nello Studio del Mosaico Vaticano alla fine del Settecento: un capolavoro di virtuosismo in cui il riferimento alla pittura e alla tradizione classicista bolognese, si combina magistralmente con la solidità della materia, la forza dei colori delle preziose tessere di smalti colorati. Le due raffigurazioni di Bacco e Baccante, due veri e propri quadri a mosaico, opere documentate di Clemente Ciuli nella prima metà dell’Ottocento, documentano ai massimi livelli quella straordinaria abilità tecnica raggiunta negli anni in cui Roma era il punto di riferimento del gusto per le arti decorative in tutta Europa, anche nelle Corti più remote. Come testimoniano anche le due rarissime tazze di malachite dall’antico, provenienti dalla manifattura imperiale russa di Ekaterinburg eseguite negli anni Trenta dell’Ottocento.

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