Perseo sconfitto primo vincitore fuori concorso del Certamen sulle Cattedrali.

Perseo sconfitto primo vincitore fuori concorso del Certamen sulle Cattedrali.

Carmelo Fabio D’Antoni

Recensione a cura del critico d'arte Melinda Miceli 

"Pittore e scultore di formazione classicista, fondatore del Movimento stilnovistico Carmelo Fabio D'Antoni è vincitore fuori concorso del Certamen internazionale letterario e artistico sulle Cattedrali indetto dal critico d’arte Melinda Miceli per Ok arte Milano. Patrocini morali Luz Cultural Spagna, Globus Television e magazine, Templari Federiciani, Premio Donna Siciliana dell’anno, inserito all'interno della rassegna culturale internazionale Sarno città Festival Premio Ippogrifo d'oro, Oscar delle arti. Sponsor Enciclopedia d'arte italiana. Comitato scientifico composto da: l’ambasciatore Ray Bondin, il regista Stefano Reali, il critico Alberto Moioli direttore dell’Enciclopedia d’arte italiana, il Gran Maestro dei Templari Federiciani Corrado Armeri, il fisico nucleare Jacek Ciborowsky con presidente il Critico d’arte Melinda Miceli della quale riportiamo a seguire la recensione dell’opera premiata: “Immersi nelle nostre riflessioni a osservare una delle più alte tragedie dello sguardo che la tradizione classica di consegna, come nel mito di Narciso, per altro consacrato da Caravaggio in un quadro epocale, la distruzione dell’interno di Notre Dame si riflette nel “Perseo sconfitto” di Fabio Carmelo D’Antoni. L’eroe che aveva ucciso Medusa l'unica tra le Gorgoni a non essere immortale mostra alle spalle la distruzione di un edificio sacro e il suo stesso collasso in una stesura plastica e scultorea dove i chiaro scuri dell’acrilico costruiscono spazi barocchi e pennellate di volume che accentuano la classicità dell’opera. Una linea dorata di demarcazione separa i due livelli, il tempo passato che contiene il Perseo e il tempo attuale che inscrive il disastro del monumento. Multidimensionalità e coesistenza di bellezza e morte ci riportano a una spiegazione che affonda nel mito di Medusa che da Shelley a Baudelaire percorre il simbolo dell'insana e decadente, coesistenza di sessualità e crudeltà, essendo Medusa l'unica mortale tra le Gorgoni. Il mitologico mostro effigiato con capelli di vipere, era in grado di mutare in pietra chiunque incrociasse il suo sguardo e i suoi poteri non sarebbero spariti con la morte, per cui Perseo aveva chiesto aiuto alle Esperidi. L’aspetto della Gorgone era il frutto della punizione di Atena che aveva trasformato la donna che aveva osato accoppiarsi con Poseidone, subendone per altro la violenza, sul suo altare. Perseo, con la protezione di Atena, riescì ad uccidere Medusa guardandone il volto riflesso su uno specchio e mozzandole la testa di netto. Sul volto di Medusa applicato  sullo scudo greco è ancora leggibile lo stupore di una morte improvvisa ed inevitabile, come dimostra una lunga tradizione pittorica che giunge sino a Klimt. Nel “Perseo sconfitto” di Carmelo Fabio D’Antoni c’è tutto il pathos dell’epopea moderna che lotta contro le invisibili forze del male e che attraversa la decadenza morale ed etica contemporanea, l’incuria verso l’arte, dalla quale nemmeno l’eroe della Medusa e dell’Idria, riesce a uscire indenne. Un grido apocalittico che suona come un monito all’umanità intera s’eleva da questa tela, facendosi manifesto dell’atroce tragedia della trasfigurazione dell’istoriato ed ermetico interno perduto della regina delle Cattedrali, Notre Dame".

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